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Image 10/04/2006 - Il D. Lgs. 10 aprile 2006, n. 195 "Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore)", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30/05/2006, entrerà in vigore il prossimo 14 dicembre.

 

Questo provvedimento:

  • modifica il D. Lgs. 19/09/1994, n. 626 con l’inserimento del titolo V - bis "PROTEZIONE DA AGENTI FISICI";
  • abroga le disposizioni del capo IV del D. Lgs. 15 agosto 1991, n .277 (PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO).
Come il D.Lgs. 187/2005 per le vibrazioni, il D.Lgs. 195/2006 introduce per il rumore i "valori limite di esposizione" (che non devono MAI essere superati) e i "valori di azione" (a partire dei quali il datore di lavoro e` obbligato ad adottare specifiche misure di tutela per i lavoratori esposti).
Il datore di lavoro, ai sensi dell'art. 49-quinquies, dovrà valutare il rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:
  • il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;
  • i valori limite di esposizione e i valori di azione;
  • la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione.
Se, a seguito della valutazione, il datore di lavoro può "fondatamente ritenere" che i valori inferiori di azione possono essere superati (art. 49-quinquies comma 2), dovrà provvedere a misurare i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti ed a riportare i risultati delle misurazioni nel documento di valutazione dei rischi.
La valutazione e la misurazione (ai sensi dell'art. 49-quinquies comma 7) sono programmate ed effettuate almeno ogni 4 anni ma il datore di lavoro, in ogni caso, deve aggiornare le valutazioni in occasioni di" notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne mostrino la necessita".
Ovviamente, per il settore delle costruzioni, resta invariata la possibilità (introdotta con l'art. 16 del D. Lgs. 494/96) di valutare, in fase preventiva, l'esposizione del lavoratore al rumore facendo riferimento a studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla commissione prevenzione infortuni (vedi ad es. il ``Manuale per la valutazione del rischio rumore`` del CPT di Torino).