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ico soa30/07/2014 - E' stata soppressa l'Autorità di Vigilanza Contratti Pubblici (Avcp) che viene, di fatto, inglobata dall'Autorità anticorruzione (Anac). E' questa, senza dubbio, la novità più importante entrata in vigore con la firma del Presidente della Repubblica in calce al decreto di riforma della P.A.

L'Autorità anticorruzione, per volere del Governo, godrà di amplissimi poteri di vigilanza e intervento a garanzia della trasparenza nella realizzazione di opere pubbliche e disporrà di strumenti straordinari di gestione, sostegno e monitoraggio sulle imprese nell'ambito della prevenzione della corruzione.

Dunque, a dispetto delle intenzioni iniziali, non ci sarà nessun commissariamento, ma abolizione immediata dell'Avcp e trasferimento all'Anac di tutti i poteri, mentre resta il piano che Cantone dovrà portare all'approvazione del Governo entro dicembre 2014 per riorganizzare uffici e funzioni della vigilanza. Nel piano di riordino Cantone dovrà indicare anche un taglio pari almeno al 20 per cento delle spese di funzionamento e del trattamento economico accessorio del personale dipendente.

Saltata anche la norma che disponeva preventivamente il trasferimento di alcune delle attuali funzioni dell'Avcp, quelle “consultive” e di “precontenzioso”, al ministero delle Infrastrutture. Niente spacchettamento, dunque, le competenze restano integre, salvo diverse proposte dello stesso Cantone. L'Autorità presieduta da Cantone coordinerà anche un'unità operativa composta da personale della Guardia di Finanza che avrà il compito di vigilare sull'Expo, verificando preventivamente la legittimità degli affidamenti delle opere connesse all'Evento.

Giro di vite anche sulle varianti in corso d'opera che spesso determinano considerevoli aumenti dei costi rispetto al prezzo d'aggiudicazione iniziale. D'ora in poi dovranno essere trasmesse, entro trenta giorni dall'approvazione, da parte della stazione appaltante all'Anac che potrà intervenire per bloccare eventuali abusi.

Arrivano, poi, le white list, gli elenchi, cioè, di imprese istituiti presso le prefetture per certificare l'assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti. Al momento sono solo facoltative e questo le ha rese, nei fatti, poco utili. Il decreto cambia tutto e le rende obbligatorie per una serie di settori considerati più a rischio (ad esempio trasporti, noleggio o forniture di calcestruzzo). Per le verifiche su queste imprese, le stazioni appaltanti dovranno passare sempre e soltanto dalla white list.